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Incantevole Barga, tra curiosità e scorci segreti

Soggiornare nel cuore di Lucca è un privilegio raro: le sue mura rinascimentali avvolgono il centro storico come un abbraccio, custodendo un microcosmo di bellezze senza tempo, vicoli silenziosi e piazze luminose.
È un’atmosfera intima, quasi ovattata, che invita a rallentare e a godersi ogni istante.
All’Hotel Ilaria, immerso in questo suggestivo scenario, potrai vivere la città da protagonista e partire ogni giorno alla scoperta dei borghi più affascinanti della Toscana. Lucca, infatti, è un punto di partenza ideale per esplorare piccoli gioielli nascosti tra colline e vallate: luoghi autentici, ricchi di fascino e spesso lontani dai circuiti più turistici. Tra questi, Barga, adagiata tra le montagne della Garfagnana, merita un posto d’onore grazie alla sua storia antica, agli splendidi panorami e alle tante curiosità che la rendono unica.
La Barga “scozzese”: la cabina rossa
Una delle sorprese più inattese che ti accolgono a Barga è la celebre cabina telefonica rossa, proprio all’ingresso del centro storico. Un dettaglio sorprendente nel cuore della Toscana, che racconta il profondo legame tra Barga e la Scozia: nel XIX secolo molti barghigiani emigrarono oltremanica in cerca di lavoro, mantenendo negli anni un rapporto vivo con la comunità d’origine.
La cabina, arrivata direttamente da Edimburgo dopo un accurato restauro, oggi ospita un punto di book crossing ed è diventata il simbolo di questo sodalizio senza confini. Ogni estate, infatti, il borgo celebra il suo legame con la Scozia con un vivace Festival Scozzese, animato da musica tradizionale, cornamuse e, naturalmente, il tipico fish & chips.
Palazzi rinascimentali e stemmi medicei
Passeggiando per il centro storico, colpisce la presenza di eleganti palazzi rinascimentali, insoliti per un borgo di montagna. Eppure c’è un motivo ben preciso: stretta tra Pisa e Lucca durante le lotte per il dominio del territorio, Barga scelse di sottomettersi alla potente Firenze, ottenendo privilegi fiscali e commerciali. Le famiglie più agiate costruirono allora le loro dimore “alla fiorentina”, decorandole con stemmi e simboli del potere mediceo.
Emblematici il Palazzo Balduini e la Loggia del Capretz, dove ancora oggi compaiono le celebri “palle” dei Medici.
Il monte dai due tramonti
Barga è anche terra di incantesimi naturali. Davanti al Duomo potrai ammirare il Monte Forato, noto per il caratteristico arco roccioso. Ogni 30 gennaio avviene qui un fenomeno rarissimo: il sole tramonta due volte, la seconda quando il disco solare attraversa l’apertura naturale della montagna, illuminando il paesaggio con una luce inaspettata.
Secondo la tradizione, anche l’ingresso della cattedrale sarebbe stato orientato in modo da poter incorniciare questo spettacolo naturale.
Le scritte misteriose del Duomo
Il Duomo di San Cristoforo non stupisce solo per la posizione panoramica. All’interno, su una parete laterale, si trovano enigmatiche incisioni simili a caratteri greci e simboli geometrici.
Molti studiosi hanno tentato di decifrarle, ma l’interpretazione più accreditata parla di una formula di protezione rivolta all’Arcangelo Michele. Un dettaglio affascinante che aggiunge al borgo un tocco di mistero.
Un borgo d’indole artistica
Barga è un luogo che ispira nel profondo. Lo testimoniano le numerose gallerie d’arte e la diffusa presenza di artisti locali e internazionali, come lo scozzese John Bellamy, che qui ha trovato luce e colori capaci di sostituire i cieli grigi della sua terra d’origine. La musica è un’altra voce del borgo: il Barga Jazz Festival richiama ogni anno appassionati da tutta Italia. E non manca la poesia: il grande Giovanni Pascoli, che abitava nella vicina Castelvecchio, considerava Barga il suo “luogo dell’anima”. Celebre la sua poesia L’Ora di Barga, ispirata al rintocco delle campane del Duomo.
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